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La Storia della Cucina Siciliana: dalla Magna Grecia ad Oggi

Questa è una gastronomia tipicamente mediterranea, basata su olio, pasta, pesce, frutta, ortaggi, erbe aromatiche. Qui c’è un repertorio di prodotti caratteristici che i cuochi siciliani, celebri fin dall’antichità, hanno elaborato in una cucina così fantasiosa e fastosa da non farla paragonare a quella di nessun’altra regione.

La gastronomia sicula è probabilmente la più antica d’Italia, ed ogni cultura che vi è passata ha lasciato qualche eredità di sapori. Ricotta, miele, vino e olive conciate risalgono alla Magna Grecia; macco di fave e seppie farcite sono contemporanei della Roma antica; couscous, zafferano, agrumi, zucchero e riso furono portati dagli arabi; “pescestocco” e “baccalaru” sarebbero stati introdotti dai Normanni.

Il “farsumagru” (rotolone arrosto di carne bovina, uova sode, formaggio, lardo, salsiccia) si affermò al tempo degli Angioini, mentre “tortillas” e caponata coincisero con il dominio Spagnolo.
Fra i capitoli celebri di questa cucina c’è anche quello delle sontuose dimore baronali dei “Gattopardi” del ‘700 e ‘800.

Rocordiamo poi che ricette siciliane sono indicate da famosi autori di gastronomia, da M° Martino al Messisbugo, per continuare con il Leonardi.
Qui ogni preparazione diventa qualcosa di speciale, come ad esempio il cuscus di Trapani e Palermo, o gli arancini di riso (ispirati agli agrumi nell’aspetto e nel nome) felicissima sintesi di varie influenze.

Tra le numerose altre specialità emergono quelle a base di pesce: i messinesi sono maestri nel cucinare il pescespada, i trapanesi il tonno.
Se i piatti di carne sono quasi sempre fatti con carne tritata (poca disponibilità di bovini), le preparazioni dolci rappresentano il paradiso della gastronomia dell’area.
Evidenziamo infine che la cucina siciliana offre spesso lo stesso piatto, a seconda delle disponibilità degli ingredienti, sia in una versione più modesta che più sontuosa.