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Olio siciliano: l’oro liquido del meridione

L’Olivo è la pianta simbolo dell’ambiente mediterraneo, si adatta perfettamente al clima asciutto e ventilato e al terreno calcareo e argilloso, tipico delle zone siciliane. La Sicilia è la terza regione italiana per superficie destinata all’olivocoltura, dopo Puglia e Calabria, con 155.000 ettari coltivati, 50.000 tonnellate di olio extravergine di oliva prodotto e un giro d’affari di oltre 180 miliardi di euro. Attualmente si stima che siano circa 200 mila le aziende interessate nell’olivocoltura, è facile comprendere come questo settore rivesta un importante ruolo nell’agricoltura siciliana. Infatti, gli ulivi occupano circa il 50% della superficie investita a colture arboree. 

L’arrivo e l’immensa diffusione dell’albero d’olivo in Sicilia si deve ai Greci che colonizzarono la regione l’VIII e il VII secolo a.C., in seguito le nuove colonie basarono la loro economia soprattutto sulla granicoltura e sull’olivocoltura. Sin dalle prime produzioni questo prodotto è stato esportato, dal porto di Catania verso i numerosi porti che si affacciavano sul Mediterraneo, l’olio siciliano riscosse immediatamente un grande successo, poiché tutti lo consideravano un prodotto di altissima qualità.

Con la denominazione Olio d’Oliva di Sicilia IGP si intende un tipo di olio extravergine di oliva siciliano ad indicazione protetta, è stato riconosciuto nel 2016 e si attribuisce a tutti gli oli ottenuti dalle olive raccolte nella regione siciliana. Nella regione si coltivano diverse varietà di olive. L’80% delle coltivazioni le seguenti varietà: Biancolilla, Cerasuola, Moresca, Oglialora Messinese, Santagatese, Tonda Iblea, Nocellara del Belice e Nocellara Etnea. Il restate 20% è invece rappresentato da Brandofino, Crastu, Giarraffa, Minuta, Pidicuddara, Verdello e Zaituna.

La Biancolilla è tipica delle province di Palermo; Agrigento e Trapani, l’olio che si produce da questa varietà di olive ha un sapore delicato e leggero, con una nota fruttata e leggermente acido.

La Santagatese è una varietà coltivate nelle zone occidentali dell’isola, il suo olio ha un sapore estremamente delicato, meno acido della Biancolilla ma meno dolce.

L’olio prodotto dalle olive Cerasuola è totalmente diverso, è molto amaro e ha un sentore piccante, simile all’olio delle olive Moresca, che ha un sapore intenso con note sia amare che dolci.

Le olive Tonda Iblea producono l’olio più amaro fra tutti, il sapore è forte e poco acido.

Un’altra importante certificazione dei prodotti d’eccellenza è attribuita all’olio extravergine d’oliva ”Monte Etna” un prodotto estremamente apprezzato dagli intenditori, al quale è stato riconisciuto il marchio DOP. La zona di produzione dell’olio extravergine di oliva Monte Etna DOP interessa le province di Catania, Enna e Messina posti ai piedi del Mongibello.  Oggi, in tutte le province toccate dal vulcano, la cultura dell’olio è parte integrante della cultura alimentare del territorio e delle sue tradizioni.